“Mi sciaccavu dui pumelli e se vedeiva a RAI” – (Es war einmal, als ich zwei Knöpfe drückte, und Sie sahen RAI)
Sei anziano. Accendi la TV. Si accende su Italia 53 e c’è un’asta. Cambi canale, si apre un pop up. Consenso alla Privacy. A tutto schermo. Non capisci , schiacci tasti a caso. Schiacci l’uno che c’è il primo. Niente. Schiacci un altro tasto. Domanda in inglese, si-no. Non sai l’inglese. Schiacci il tasto OK.…
Occhi (conversazione tratta da una telefonata vera)
– lo hanno fatto di nuovo- sei sicura?- la mia amica, ieri. Me lo ha detto. Non so come fai a non vergognarti, mi fai scappare lavoglia di vederti- che amica?- smettila- sei arrabbiata?- secondo te?- hanno fatto cosa? Ma chi? Cosa c’entro io?- nel suo studio, ieri. Tu. Sei tu come sempre.- eravamo assieme…
Parole, rumori, suoni, immagini, del liquido che esce sotto lo schermo, la cenere che cade nel caffè al mattino, i tuoi occhi spenti o vivi sono archetipo di poesia. Il resto è narrazione, cronaca e talvolta noia
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