Inverno.
Esterno notte.
Finale Ligure.
Ferie invernali,
da solo,
a trovare riposo
mentre in valigia
un biglietto per Londra
arrivava a scadenza
non rimborsabile.
Una Londra che poteva aspettare
e sta ancora aspettando
ma può fare a meno di me.
Non credo sentirà
la mia mancanza.
Sera.
Esterno notte.
Finale Ligure.
Camminavo in spiaggia
Una spiaggia immensa
senza strutture estive.
Dopo la cena
ancora al cammino
fino a diventare uno
con il ciottolato.
Al ritorno verso l’albergo
conobbi una ragazza
poco più giovane di me,
diciamo sulla trentina o poco più;
una ex tossica
con qualche dente in meno
e un pitbull
che lasciava libero
e che non incuteva alcun timore.
Per diverse sere ci siamo incontrati
e abbiamo chiacchierato per delle mezz’ore
col cane lì intorno,
in una Finale deserta
quasi tutte le sere;
sotto una pioggia sottile
entrambi senza ombrello
senza alcuno scopo
se non quello di parlare.
Non ho mai saputo il suo nome
e ricordo appena il suo corpo esile,
(troppo esile)
i capelli neri
(troppo neri)
e la giacca in pelle
(questo particolare
è inventato).
Credo che
pur senza mai toccarci
ci siamo scambiati le carezze
delle quali,
entrambi.
avevamo bisogno.
Poteva essere Londra
o più opportunamente Berlino
(Verlieb’ Dich in mich
suona meglio.
Deutsch-Amerikanische Freundschaf
docet)
Inverno,
Esterno notte.
Finale Ligure.
Una ragazza
poco più giovane di me
diciamo sulla trentina o poco più;
una ex tossica
con qualche dente in meno
ha lasciato in me un segno
simile a quello
che aveva nelle vene.
Roberto Camponizzi (25 02 2021)
(foto da krautreporter.de)